Rocca di Cambio e il cinema
Rocca di Cambio e "Il ritorno di Don Camillo"
Siamo nell'inverno del 1952.
Solo da qualche annoè finito il secondo cruento conflitto mondiale e Rocca di Cambio, al pari di tanti altri piccoli paesi dell'interno d'Abruzzo, sta iniziando, seppur lentamente, la ripresa pagando lo scotto dell'emigrazione. Tanti genitori abbandonano le famiglie per cercare fortuna altrove ed in paese rimango solo vecchi, donne e bambini.
Questa monotona"vita" di paese viene scossa da un avvenimento che ancora oggi molti ricordano: Rocca di Cambio viene scelto per girarvi alcune scene del film "Il ritorno di Don Camillo" con Fernandel (Don Camillo) e Gino Cervi (Peppone). In un sopralluogo fatto qualche mese prima il regista francese Julien Duvivier ed alcuni esponenti della produzione, avevano individuato nella Collegiata di San Pietro, il luogo ideale per girarvi, appunto, alcune riprese del film in cui il famoso Prete deve espiare dei "peccati" che stanno trasformando il suo carattere ed il suo modo di essere ministro di Dio. Infatti, per punire il suo temperamento divenuto irruento a causa della lotta ideologica contro il compagno Peppone, i suoi superiori decidono di mandarlo in un paesino sperduto (Montenara) per fargli ritrovare le caratteristiche essenziali di un Sacerdote: l'umiltà , la comprensione e l'amore verso gli altri.
La troupe italo-francese arriva a Rocca di Cambio in pieno inverno dell'anno 1952.
Rocca di Cambio (Montenara), il "paesello perso tra le nuvole", si presenta a questo sparuto gruppo di persone con tutto quello che essi cercavano: il maestoso monte Cagno, le case piccole in muratura tradizionale, i vicoli quasi senza pavimentazione, le donne vestite con i costumi tradizionali e la Chiesa di San Pietro, all'epoca tenuta decorosamente dopo i restauri del 1930.
Solo da qualche annoè finito il secondo cruento conflitto mondiale e Rocca di Cambio, al pari di tanti altri piccoli paesi dell'interno d'Abruzzo, sta iniziando, seppur lentamente, la ripresa pagando lo scotto dell'emigrazione. Tanti genitori abbandonano le famiglie per cercare fortuna altrove ed in paese rimango solo vecchi, donne e bambini.
Questa monotona"vita" di paese viene scossa da un avvenimento che ancora oggi molti ricordano: Rocca di Cambio viene scelto per girarvi alcune scene del film "Il ritorno di Don Camillo" con Fernandel (Don Camillo) e Gino Cervi (Peppone). In un sopralluogo fatto qualche mese prima il regista francese Julien Duvivier ed alcuni esponenti della produzione, avevano individuato nella Collegiata di San Pietro, il luogo ideale per girarvi, appunto, alcune riprese del film in cui il famoso Prete deve espiare dei "peccati" che stanno trasformando il suo carattere ed il suo modo di essere ministro di Dio. Infatti, per punire il suo temperamento divenuto irruento a causa della lotta ideologica contro il compagno Peppone, i suoi superiori decidono di mandarlo in un paesino sperduto (Montenara) per fargli ritrovare le caratteristiche essenziali di un Sacerdote: l'umiltà , la comprensione e l'amore verso gli altri.
La troupe italo-francese arriva a Rocca di Cambio in pieno inverno dell'anno 1952.
Rocca di Cambio (Montenara), il "paesello perso tra le nuvole", si presenta a questo sparuto gruppo di persone con tutto quello che essi cercavano: il maestoso monte Cagno, le case piccole in muratura tradizionale, i vicoli quasi senza pavimentazione, le donne vestite con i costumi tradizionali e la Chiesa di San Pietro, all'epoca tenuta decorosamente dopo i restauri del 1930.
Essa è lassù, sulla parte più alta del colle che domina tutto l'Altipiano Velino-Sirente con la statua del Cristo risorto che troneggia sul monumento. C'è tutto ma manca la neve così si decise di produrla artificialmente.
Tutti i giovani vengono reclutati per reggere quelle torce che buttano la finta neve ma la notte prima delle riprese una leggere nevicata trasforma il paesaggio con enorme sorpresa e soddisfazione di tutti coloro che erano arrivati quassù con la speranza di trovare tanta neve.
Si gira e la gente è entusiasta perchè può ammirare da vicino Fernandel già affermato divo internazionale e lui non si nasconde ricambiando le strette di mano e le pacche sulle spalle. Come scriveva la nostra concittadina Gabrielle Lucantonio "Il viaggio di Don Camillo da Brescello verso quel paesello si rivela come una ascensione della montagna sacra che deve essere ardua e penosa se si vuole essere ricompensati. Le strade di montagna sono tortuose e Don Camillo le percorre in motocicletta in piena bufera. Il prete sembra disperato e cammina sulla neve con qualche difficoltà poi, all'improvviso, gli appare il "paesello perso tra le nuvole". Vede la Chiesa e vede la statua del Cristo sulla parte antica della Torre".
Il suo esilio a Rocca di Cambio (Montenara) è breve. Brescello lo chiama di nuovo e lui vi ritorna con più umiltà e con la ritrovata energia necessaria per affrontare il suo difficile compito di prete.

Rocca di Cambio & Brescello nel ricordo di "Don Camillo e Peppone"
Il 19 maggio 2007 il Sindaco di Rocca di Cambio e il vice sindaco di Brescello hanno inaugurato una targa a ricordo del film e dell'amicizia tra i due Comuni. La suddetta targa è posta sulla scalinata della Collegiata di San Pietro.








