Galleria di Serralonga

Ripercorriamo insieme alcune fasi della travagliata vicenda della galleria di Forcamiccia o Serralonga, sperando oggi di essere giunti alla realizzazione della tanto sospirata, attesa e utile opera. I lavori sono finalmente iniziati e tranquillamente proseguono.

Da "Un amore? Rocca di Cambio" di Pio Di Stefano:

Ecco quello che scrivevo sul giornale Campo Felice News del 5 Aprile 1996:
"il mio sogno iniziò da bambino, all'alba degli anni '50. Rocca di Cambio era allora un piccolo centro della montagna abruzzese sull'Altipiano Velino Sirente, e viveva di magra agricoltura, di piccoli allevamenti e soprattutto, di emigrazione.
Nel '51, però, era cominciata la "cura" di Aldo Jacovitti, Sindaco, che, nel giro di pochi anni, portò il Comune all'avanguardia anche nei confronti dei più blasonati Rocca di Mezzo e Ovindoli. Nel '66, per impegni di lavoro e incompatibilità , Jacovitti diede le dimissioni dopo aver retto tre Amministrazioni ed iniziò l'avventura di Campo Felice. Nel frattempo il padre Nicola, fondatore della Clasa Petroli, sollecitato da tanti amici, fu eletto Sindaco e costruì a Rocca di Cambio l'hotel Montecagno. C'era l'albergo ma non c'erano i turisti ed allora si cominciò a studiare la possibilità di realizzare gli impianti di risalita per la pratica degli sport invernali. Aldo Jacovitti, con i maggiori esperti europei della neve, salì più volte sul Monte Cagno, sia in autunno che in inverno e, salita dopo salita, venne fuori l'idea di "Campo del Sole" con un'ardita funivia che dal valico, nelle vicinanze del villaggio residenziale dei Cerri che in quegli anni stava nascendo, doveva portare gli sciatori fin su la cima del Monte Cagno. Un bel giorno, però, fu invitato il generale Giuseppe Fabbre, personaggio assai conosciuto nel mondo dello sci, che individuò nella zona Monte Rotondo, Cisterna, Nibbio, Azzocchio, quella più adatta per realizzarvi piste ed impianti di risalita.
Rocca di Cambio, che all'epoca aveva già due piscine ed un campo da tennis dietro il Monte Cagno hotel, che era stata vivacizzata da manifestazioni canore e sportive (tre tappe del giro ciclistico d'Italia negli anni '65,'66 e '68) che aveva ospitato squadre calcistiche della massima serie come il Napoli, la Lazio ed il Foggia, che aveva visto realizzare il Cristallino Hotel ed il mitico Dom Perignon Night, fece il salto di qualità con l'inaugurazione della stazione invernale Campo Felice (febbraio 1970)."
Gli amministratori di allora, pur nella loro limitata cultura (molti erano arrivati alla 3^ elementare ed alcuni erano autodidatti e nonostante ciò si erano sempre distinti in tutto il mondo nei lavori svolti) intuivano che l'iniziativa di Aldo Jacovitti offriva ai rocchicagnesi la possibilità di abbandonare l'odiata valigia che, per secoli, li aveva accompagnati in tutte le parti del mondo e dava, alle future generazioni, una chance in più per restare in paese e salvava Rocca di Cambio dal più completo abbandono.
Sembrava che tutto faceva presagire che l'emigrazione, vera emorragia, potesse essere definitivamente debellata. Non avevamo fatto i conti con l'orografia della zona a con la mentalità della gente. Serralonga, una montagna, che montagna non à¨, alla quale avevamo dato sempre poca importanza, ci divideva totalmente dalla vera realtà di Campo Felice nascondendo alla nostra vista le migliaia di sciatori che si riversano sulle piste e impediva loro di giungere a Rocca di Cambio. Una vera mazzata per l'economia di tutto l'Altipiano!
Provate un po' ad immaginare oggi quello che sarebbe stato Rocca di Cambio con la realizzazione della galleria di Forcamiccia, naturale collegamento con la piana di Campo Felice.

Da "L'Abruzzo nel cuore" del 2006 di Aldo Jacovitti:

La Galleria di Serralunga
Comodità , sicurezza, affidabilità e rapidità nei collegamenti, soprattutto in una fase in cui ਠesploso e si ਠradicato il turismo di fine settimana, imponevano un efficiente sistema viario per Campo Felice. Il collegamento con l'autostrada A24 fino alla base degli impianti, pur importante e determinante per la stazione, era solo il presupposto per collegare velocemente l'autostrada all'Altipiano delle Rocche e alla valle Subequana. Ma tale bretella di raccordo spesso rimane chiusa, con gravi disagi per la viabilità , a motivo dell'assenza di protezioni dalla caduta di masse nervose dal sovrastante monte Orsello, protezioni invano da sempre sollecitate ma non ancora realizzate. La Campo Felice, invece, sin dall'inizio della sua attività , aveva costruito imponenti paravalanghe sul Monte Rotondo per la sicurezza totale dalle piste della Vergine (Brecciara), del Falco e delle Aquile.
La realizzazione della galleria avrebbe apportato rilevanti vantaggi non solo al movimento turistico, ma a tutte le popolazioni di quel comprensorio, anche per la notevole riduzione dei tempi di percorrenza. Per questa opera mi sono battuto in tutte le sedi e in particolare presso la Cassa del Mezzogiorno ed il Ministero dei Lavori Pubblici al tempo del Ministro Nicolazzi, sino ad ottenere un primo consistente finanziamento. I fondi, però, purtroppo rimasero inutilizzati per diversi anni per l'ostracismo di coloro che, essendosi poi pentiti, sollecitano oggi con forza la sua realizzazione.
Ma gli stanziamenti, nel frattempo, sono già stati dirottati altrove.
Da parte mia, interessai anche Gianni Letta, cui mi lega un affettuosa amicizia, per coinvolgerlo da Abruzzese, nell'azione di sostegno per questa realizzazione.
Ma tutti i miei sforzi si sono rivelati vani!
Ora, sembra che, dopo più di trent'anni, la situazione stia evolvendo e la "Conferenza dei servizi", svoltasi qualche tempo fa a L'Aquila, con la partecipazione dello stesso Gianni Letta in qualità di Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, ne ਠla conferma. Evidentemente ਠstata finalmente scoperta, o meglio sarebbe dire "ri-scoperta", l'indispensabile funzione del traforo che sembra essere arrivato, con ingiustificato e consapevole ritardo, sulla rampa di lancio. Quando la propaganda elettorale dell'attuale amministratore comunale di Rocca di Cambio accenna agli "inspiegabili rinvii" nella realizzazione della galleria, omette volutamente di citare persone e fatti che, come tutti sanno, hanno la vera paternità dell'iniziativa.
Anche il tanto decantato "protocollo d'intesa", con la partecipazione di autorevoli personalità , reclamizzato a L'Aquila il 26 aprile 2004, e da me appreso attraverso le notizie dei mass-media, pur essendone stato l'ideatore, ਠsolo l'atto finale di qualcosa che avevo avviato cinquanta anni prima, quando persino l'autostrada doveva giungere all'altezza di Campo Felice.
Il patrimonio acquisito dal Comune in mezzo secolo di duro lavoro e d'impegno, costituito da strumenti produttivi, opere pubbliche, monumenti e quant'altro, ਠforse caduto dal cielo? Oppure ਠfrutto dell'operato di quanti, nelle amministrazioni rette da me e da mio padre (1951-1970), meriterebbero riguardo e riconoscimenti?
Non che l'essere ignorato mi disturbi più di tanto, ma ciò che non riesco ad accettare ਠil perpetuarsi, in diversa forma, di una avversione che emerge ogniqualvolta si celebrano strumentalmente fatti o avvenimenti storici dei quali, però, i veri protagonisti non vengono nemmeno citati.

Dal sito istituzionale del Comune di Rocca di Cambio

15.11.2008: Il Dott. GIANNI LETTA e' cittadino di Rocca di Cambio
Il 15 novembre scorso nella Sala Consiliare del Comune di Rocca di Cambio si e' svolta la suggestiva cerimonia di conferimento della cittadinanza onoraria del Comune al Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Gianni Letta.
Il riconoscimento, fortemente voluto dal Sindaco Antonio Pace e da tutta l' Amministrazione Comunale, costituisce un tributo ed un ringraziamento al Dott.Letta per aver contribuito a tenere alto il prestigio della Terra d'Abruzzo (Gianni Letta e', infatti, originario della regione) e per aver fattivamente consentito che il "sogno" della Galleria di Serralunga (collegamento tra la rete autostradale e l'Altopiano delle Rocche) si trasformasse in una concreta realta' (a breve, infatti, partiranno i lavori per la realizzazione dell'opera).
La cerimonia si e' svolta in un clima informale e di grande affetto ed ha visto la presenza, tra gli altri, di S. E. il Prefetto dell'Aquila e di numerose Autorita' civili, militari ed ecclesiastiche.
Al momento della consegna della chiave del paese al Dott. Letta non sono mancati neanche momenti di autentica commozione da parte del Sottosegretario che ha ringraziato il Sindaco Pace per questa iniziativa che ha riportato un autentico Abruzzese nei territori della sua adolescenza.
Al Dott. Letta sono stati donati anche un quadro con riproduzione di uno scorcio di Rocca di Cambio opera dell'artista Elvio Di Stefano, la tessera per gli impianti sciistici della stazione di Campo Felice, il testo "Un amore ? Rocca di Cambio" del Vicesindaco e studioso dei luoghi Pio Di Stefano ed alcuni prodotti tipici.
Unanime il consenso di tutte le Autorita' presenti ed il riconoscimento dell'importanza dell'evento per la Comunita' di Rocca di Cambio e per il comprensorio dell'Altipiano delle Rocche.

Un tunnel lungo quarant'anni

Aldo Iacovitti, l'uomo che inventò il turismo sulle Rocche, era uno che invitava a cena i giornalisti, li trattava come principi (e si sa che i giornalisti a tavola si fanno onore), e prima di rimandarli a casa, faceva loro pure il pieno all'auto. Lui bazzicava nei petroli, se lo poteva permettere. Sperava, 40 anni fa, di trovare sui giornali un sostegno, una mano intelligente per realizzare il lancio turistico di Rocca di Cambio e dell'intero altopiano. Anche grazie ad un piccolo tunnel. I giornalisti non debbono essere stati di grande aiuto per il cavaliere Iacovitti, se ci sono voluti 40 anni per cominciare il tunnel Campo Felice-Rocche. Cosa avvenuta solo oggi, 21 novembre 2009. Se fossimo valdostani o trentini, invece che modesti abruzzesi, quel tunnel sarebbe stato fatto da molto tempo: i due bacini sciistici distano un paio di chilometri. Unirli era ovvio, ma qui ci sono voluti quattro decenni per capirlo, e dobbiamo supporre che sia stato determinante anche l'aiuto di un certo Gianni Letta. Era lui il caposervizio che, tanto tempo fa, permetteva che i suoi giornalisti, qualche volta, fossero ospiti di Aldo Iacovitti. Chiudeva un occhio, da uomo di mondo, anche sul quel pieno all'auto, elargizione non molto elegante, se vogliamo. Oggi si piccona la montagna Serralunga per bucarla, filnalmente, e fare il tunnel. Non ਠun esempio da seguire, impiegare 40 anni per un'opera tanto ovvia e semplice. Speriamo che l'ANAS dica il vero, quando promette che ci vorrà solo un anno di lavoro. Così vanno le cose, da queste parti: sarà per questo che non siamo né il Trentino, nਠla Valle d'Aosta. E si vede.

21 Novembre 2009
Gianfranco Colacito - Direttore InAbruzzo.com

Ufficio I.A.T. UNPLI S.C.N.


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